Oggi, 31 ottobre 2007, all'Università di Messina Alberto si specializza in radiologia...ad honorem. Ho saputo troppo tardi di questo appuntamento e non sono riuscita a partire, ma è come se non fossi qui. Continuano ad agitarmi frammenti di foto e sensazioni confuse. Ti cerco dovunque, anche su google. "Alberto Sbano". Niente. Eh già, sei andato via troppo presto per ritrovarti nelle pagine di internet...Ho bisogno di farti vivere ancora e comincio con questo blog, che voglio aprire con la lettera che ti scrissi due giorni prima della fine.
Con immenso amore.
una scossa al cuore
sto riordinando le cose nel mio zainetto: scenderò domani e vorrei che mi aspettassivorrei guardarti per un attimo negli occhi, ed avere la sensazione che tu senti che ci sono
eppure, una scossa al cuore: secondo me, domani non potrò più salutarti.
E allora ritornano i ricordi, prepotenti, cattivi, a lacerarmi il cuore. Quanto ti voglio bene, amico mio, solo tu lo sai. Ora che ti perdo, nessuno potrà mai prendere il tuo posto.
Credo in Dio, ma non so cosa c'è dopo la morte. Non so se sentirai le parole che martello dalla rabbia e dal dolore su questa tastiera. Molto probabilmente rimarranno lo sfogo senza presa alcuna. Ma se starai meglio tu, se soffrirai meno tu, allora preferisco soffrire io.
Mi lasci qui. Qualcuno o qualcosa più grande di noi ha deciso che la nostra amicizia, la nostra strada insieme finisce qui.
Avrei dovuto perdonarti quella volta che mi hai ferito. Avrei dovuto chiamarti alla tua laurea, dopo la discussione, ennesimo tentativo, stupido tentativo di attirare la tua attenzione.
Chissà poi cosa mi aspettavo.
E ora, invece, cala il silenzio, ed un telo nero e pensante su di te, e quindi su di me. Non capirà nessuno, sai, proprio nessuno il veleno di queste lacrime. Avresti potuto capirlo tu, ma ora che vai via me ne lasci tutto l'amaro insostenibile nel cuore. Però ci provo.
Da qui ti grido quello che provo. Magari un angelo pietoso te lo sussurrerà all'orecchio, per non farti sentire solo durante il passaggio.
"Cuore del mio cuore"
Ho scritto questa frase di quattro segni, di un valore immenso ed infinito in un messaggio, che forse, non avrai neppure letto. La stessa frase, o lo stesso senso, è racchiuso in una cartolina che non ti ho mai dato.
Amico mio, unico amico che ho mai avuto nella vita, cuore del mio cuore, mi dicono che devo lasciarti andare. Lo faccio per non vederti ancora soffrire, ma dentro muoio.
I nostri discorsi la notte, davanti al santuario, o sulla riva del mare, a poco dall'alba; le nostre corse ai comizi (sai che odiavo la politica, ma ci venivo per stare con te), le nostre chiaccherate al tavolo da lavoro nella stanza del pianoforte, le mie confessioni sui miei colpi di fulmine insensate, e le tue, ancora meno.
Amico mio prezioso, non so se ringraziare il cielo che mi ha un poco allontanato da te nell'ultimo periodo (mi chiedo se il dolore sarebbe stato ancora più insostenibile di adesso) o strapparmi i capelli per il tempo perduto.
Tanto tutto è inutile.
Ringrazio Dio per il tuo sguardo, giovedì 12 luglio, su una panchina di una via di Milano; ringrazio Dio per le tue lacrime al telefono, quel sabato, quando mi hai detto che stavi male; ringrazio Dio per il tuo abbraccio quando ti ho rivisto a Milano, la prima volta, tu così piccolo, quasi un bambino; ringrazio Dio per l'ultimo sguardo, sofferente ma lucido che mi hai regalato.
Non vengo con te, ma una parte di me muore. Te la porti dietro, amico mio, e non tornerà più.
Nessuno capirà, ma tu puoi farlo. E infatti spero, con tutta me stessa, che Dio vorrà portarti quello che il mio cuore sente, per farti capire, fratello mio, quello che tu sei stato per me e che, stupida, cretina, non sono stata in grado di dirti.
Non era orgoglio, credimi. E' stato solo il tentativo ingenuo e stupido di richiamare la tua attenzione. Perdonami se puoi, perchè io non lo farò.
Amico mio, fratello, da lassù dovrai stare vicino a mille persone più importanti di me per te, per la tua vita. Ti chiedo solo di farmi sentire che ci sei, di farmi sentire la tua presenza, perchè non sarà facile vivere col vuoto che lasci.
Il telefono non ha squillato per dirmi che non ci sei più. Però mi ha avvertito qualcun altro...forse tu stesso. Spero di sbagliarmi, la confusione del dolore gioca brutti scherzi. Se, però, non è così, addio fratello mio. Non posso che dirtelo da qui. Ma non è meno intenso.
Invierò questo testo nell'etere, ma il dolore mi resterà nello stomaco, in gola, nelle gambe, nelle mani, negli occhi, nella testa...e nel sangue, come quella merda di male che ha avvelenato te, avvelenerà anche me.
L'amore di Aaron sarà la mia salvezza, ma il vuoto resterà, perchè niente e nessuno potrà mai colmarlo.
Amico mio, fratello, spero che tu sia felice, che stia bene. E spero che sarai con me.
Con immenso e sconfinato amore, la tua amica, sorella di sempre
1 comment:
VENGO A CONOSCENZA DI QUESTO BLOG SOLO ORA,CON 5 ANNI DI RITARDO. NON SO NEPPURE SE TU STIA ANCORA SEGUENDO E SCRIVENDO,SPERO DI SI',SINCERAMENTE. LE TUE PAROLE MI HANNO FATTO ENTRARE IN UN FIUME DI LACRIME. O FORSE NON SONO STATE LE PAROLE,MA LA SITUAZIONE IN SE'. SOLO DIO SA QUANTO TI CAPISCO. MI MANCA. DA MORIRE.
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