Thursday, November 22, 2007

oggi per caso...

Ero a cena, a Siena, in un posticino carino, una taverna nascosta in una delle viuzze misteriose e affascinanti di questo splendido paesino. Ti sarebbe piaciuto? Non so. A te piaceva forse di più la metropoli, il casino, i locali...mentre Siena è piuttosto tranquilla, o almeno finge di esserlo.

Ero a cena, e parlavo di cose di poco senso, divertenti, con amici che ho conosciuto da pochi giorni, ma con cui sto molto bene. E poi alla fine, sei spuntato tu, nei discorsi e nei pensieri. Una scheggia, una lama nel cuore. All'improvviso la consapevolezza che non ci sei più. E allora il vuoto, il buio, il dolore. Non sono riuscita a fermare le lacrime, e neppure le parole, che scorrevano veloci, come un fiume in piena desideroso di parlare ancora di te, di farti rivivere, di far rivivere il tuo sorriso, il nostro passato, lontano, eppure così vicino.

Alberto, amico mio, questi pensieri della sera sono per te. Ti ho sognato diverse volte, poi sei sparito. Mi hai lasciato nel casino e nella confusione della mia vita, che sai, tu hai cambiato, e spero in meglio. Sei andato via, chissà perchè, ma io ti sto ancora aspettando.Vorrei incontrarti nei miei sogni della notte, vorrei sentirti, vorrei che quello che ho provato non fosse una sorta di autoconvinzione, ma la realtà che tu continui a vivere.

Ti prego, torna. Io ti aspetto. Sai che quando ci incontriamo nei sogni, svegliarsi la mattina è estremamente più facile e più dolce? Eh sì, manchi tanto.

Delle volte ripenso a Genova. Perdonami se sono stata così incapace di farti sorridere e regalarti serenità. Ero paralizzata dalla paura, dai sensi di colpa, dal terrore di perderti senza aver riempito i buchi che la mia stupidità e orgoglio avevano tessuto nelle maglie splendide della nostra storia.

Tu ora non ci sei più, ed io dal più profondo del cuore vorrei che sapessi quello che provo. Non sei andato via. Sei rimasto, o forse tornato con gran rumore nel mio cuore. Ti penso, ti cerco, e poi passo giorni immersa in vuote distrazioni, che mi allontanano, ma solo all'apparenza, dal pensiero di te, e dal vuoto per la tua partenza.

Amico mio prezioso, ma dove sei? Perderti nell'arco di poco più di un mese à stato atroce. Ma adesso torna, che senza di te è proprio dura.

Sai, negli occhi ho sempre l'immagine dei tuoi occhi all'ospedale, persi nel vuoto. Avrei voluto sapere davvero cosa pensavi. Immaginavo, mi sforzavo, ma non ne ero più capace. Avevo rovinato tutto.

Sarebbe bello sapere che, nonostante gli errori e il tempo, io fossi riuscita a trasmetterti il mio amore. Sarebbe bello averti capito, almeno un pò. Sarebbe bello sapere che tu eri un pochino felice perchè, nonostante tutto, c'ero anch'io.

Con immenso amore,

la tua "terza" sorella