Oggi, 13 dicembre 2008, ho finito gli esami e sono qui, a Berkeley. Un sogno si è avverato, quello che ti avevo raccontato prima che tu andassi via, e che ho realizzato anche per te, grazie ai pochi sguardi, silenzi, scambi e sensazioni di quei tremendi giorni di Genova.
La tua fotina è sempre con me, il tuo pensiero è sempre nel mio cuore. Ogni tanto, mentre faccio cose stupide o cose più importanti, tu ritorni: prima di fare un esame, mentre leggo le pagine di un libro, guardo un film, parlo al telefono con un'amico e confesso che tornerò nella nostra città per natale, ma che non è più la stessa cosa, visto che non ci sei tu. Strano, vero? queste cose te l'avrei dovute dire in tutti e 5 gli anni che non ci siamo parlati. Che stupidità? La vita delle volte ti dà degli schiaffi inaspettati, e tu non puoi fare nient'altro che mangiarti le mani dalla rabbia, urlare e chiederti perchè finchè non hai più voce. Ma non ti rassegni mai, non lo accetti mai, solo impari a conviverci. E' vero?
E prima, tra le regole di procedura, con una strana combinazione che non so neppure spiegare, mi sono venuti in mente i tuoi occhi quando ti ho detto che ero finita al pronto soccorso. Assurdo: tu nel letto di morte ti preoccupavi ancora per me, per una sciocchezza. Amico mio fratello, cavolo ma quanto mi manchi, quanto? Per fortuna continui a venirmi a trovare nei sogni ed è sempre bellissimo. Chissà che combini lassù in cielo. Ti vedo a festeggiare, felice in mezzo agli angeli, tu uno di loro. Ma vieni più spesso, perchè ho tanto bisogno.
Alle volte penso che sei nell'aria che mi circonda e che mi osservi. Perciò cerco di comportarmi al meglio, anche se non sempre mi riesce :(
Ad ogni modo, anche questo natale non ci sei. La novità è che dopo te, sono andata via anch'io.
Qualcuno si è sposato, Massimo finalmente sta per sposarsi, Rachel è diventata avvocato, Vittorio ha avuto una bambina, ed io sono sempre qui...la solita bambina dei tempi del liceo. Nulla di diverso. Molte cose sono morte con te. Il mio unico vero e grande migliore amico.
Con immenso amore,
tua sorella di sempre
Saturday, December 13, 2008
Monday, July 28, 2008
28 luglio 2008...e penso a te
Stamattina mi sono svegliata con te nella mente e nei pensieri. Sei venuto a trovarmi anche questa notte. Ancora sogni di Genova, del tuo male tremendo, della tua sofferenza e del tuo silenzio da eroe, dei tuoi occhi rumorosi e delle tue labbra silenziose.
Come stai? Dove sei?
Ho messo la tua fotina vicina al computer. Finalmente sei tu, ti ritrovo e ritrovo il mio migliore amico di sempre, lucido, equilibrato, simpatico, brillante, gli stessi occhi che mi hanno ascoltato tante volte e rimproverato per le cazzate, le stesse braccia che mi hanno abbracciato e tenuto stretto quando piangevo e ridevo con te.
Punto di riferimento nella mia vita, anche quando non volevo ammetterlo. Compagno di un viaggio che ha perso un bel pò di importanza senza di te.
Mi chiedo perchè ci si accorga dei propri errori solo quando è troppo tardi, e perchè si comprenda solo allora il senso delle cose più importanti.
Sono orgogliosa di te, e continuo a guardare questa foto e a chiudere gli occhi per riportarti ancora e ancora nella mente (che dal cuore, tanto, non ti sposti più). Ti mostro ai miei amici, e dico, "è lui", quasi a farti rivivere e a riportarti qui.
Stamattina non riuscivo a concentrarmi con l'immagine di te fissa sui fogli del processo societario. Fissa, immobile, come se qualcuno ce l'avesse stampata di sopra. Mi sono arresa senza resistenza. Resta pure, che è bello averti qui. Resta sempre, che se mi abbandoni diventa tutto più complesso...e inutile.
Tutto scorre velocemente. Pochi giorni ancora, tre, e poi si parte. Chiudo la mia vecchia vita in una valigetta che ho spedito a Paola, e mi porto un diario, una penna, le tue foto e tanta voglia di ricominciare.
Sei con me.
Con immenso amore e ancora amore.
Tua sorella di sempre
Come stai? Dove sei?
Ho messo la tua fotina vicina al computer. Finalmente sei tu, ti ritrovo e ritrovo il mio migliore amico di sempre, lucido, equilibrato, simpatico, brillante, gli stessi occhi che mi hanno ascoltato tante volte e rimproverato per le cazzate, le stesse braccia che mi hanno abbracciato e tenuto stretto quando piangevo e ridevo con te.
Punto di riferimento nella mia vita, anche quando non volevo ammetterlo. Compagno di un viaggio che ha perso un bel pò di importanza senza di te.
Mi chiedo perchè ci si accorga dei propri errori solo quando è troppo tardi, e perchè si comprenda solo allora il senso delle cose più importanti.
Sono orgogliosa di te, e continuo a guardare questa foto e a chiudere gli occhi per riportarti ancora e ancora nella mente (che dal cuore, tanto, non ti sposti più). Ti mostro ai miei amici, e dico, "è lui", quasi a farti rivivere e a riportarti qui.
Stamattina non riuscivo a concentrarmi con l'immagine di te fissa sui fogli del processo societario. Fissa, immobile, come se qualcuno ce l'avesse stampata di sopra. Mi sono arresa senza resistenza. Resta pure, che è bello averti qui. Resta sempre, che se mi abbandoni diventa tutto più complesso...e inutile.
Tutto scorre velocemente. Pochi giorni ancora, tre, e poi si parte. Chiudo la mia vecchia vita in una valigetta che ho spedito a Paola, e mi porto un diario, una penna, le tue foto e tanta voglia di ricominciare.
Sei con me.
Con immenso amore e ancora amore.
Tua sorella di sempre
Wednesday, July 16, 2008
fiori appassiti e fiori nuovi
Sai che tra pochi giorni partirò. Che strano, dieci anni fa, quando partivo per un viaggio simile, eravamo più immaturi, più sognatori, più spaventati, più bambini, insieme. Oggi, invece, che ogni tanto in testa mi ritrovo pure un capello bianco, sono sempre immatura, sognatrice, spaventata, un pò bambina...peccato che tu non ci sei più, e allora tutto cambia.
Un giro sul lungomare di Paola insieme a Massimo, a chiedermi, mentre lui racconta, come tutto sia successo, e il senso del vuoto che hai lasciato. Sorrido ricordandoti, eppure piango. Non dico che sono triste, non parlo del mio lutto, ancora vivo, ferita indelebile, il tuo ricordo è ancora un coltello rovente che affonda nella carne viva delle mie ferite. Vorrei vedermi dall'esterno, sai? Vorrei vedere che effetto faccio alla gente che mi passa accanto, a quella che non mi riconosce, agli amici che si ricordano di me, a quelli che non mi hanno mai conosciuto. Chi sono ad un anno dalla tua scomparsa?
Cammino insieme a Massimo, mentre mi racconta della macchina nuova e di come l'ha comperata.
E' bravo, sai, è proprio un bravo ragazzo. Avresti dovuto stare ad ascoltarlo un pò di più e fermarti a capire. Ma andavi di corsa. Come me d'altronde.
Fiori vecchi. Lo so. Gli stessi che ho visto oggi quando sono venuta al cimitero. Fiori vecchi in mezzo a fiori nuovi. L'effetto non è male, ma la tragedia è che tu sei lì, dentro a quel marmo.
La mano che vorrebbe perforarlo e riportarti in vita, ma non ci riesce. Tu resti lì. Fiore nuovo e vecchio nella mia vita. Bello e brutto. Bello. Amaro e dolce. Bello. Immenso come il nostro legame.
Un anno che non ci sei più, e io sono qui a pensare a quante cose avrei voluto raccontarti, alle cose che avrei voluto chiederti, ai racconti, a quando ti avrei chiamato per dirti "sai, fratello mio, vado a Berkeley ! proprio lì!", vedere i tuoi occhi orgogliosi come sempre, e strapparti la promessa che saresti venuto.
Sono rimasta poco insieme ai fiori vecchi. Ancora non li comprendo, sai. Ancora non sopporto l'idea del marmo freddo e di te che non c'entri proprio nulla con tutto quello. E neppure io c'entro nulla. E neppure noi. Ci incontriamo nei sogni, chiaccheriamo, tu mi parli, io ti parlo, ti abbraccio e mi abbracci, e la vita va avanti, col mio piccolo rifugio, con la sensazione di te che mi vivi accanto, mi guidi e ogni tanto ti fai sentire ancora più forte, con le tue risate e la tua dolcezza.
Perchè?
Perchè è proprio inutile.
Un giorno ci rincontreremo. Nel mentre tu continui a vivere nei miei ricordi, nel cuore e nella testa, ed ora parti con me, e in fondo sei tu l'ispirazione e l'idea di questo viaggio, verso non so cosa...forse, semplicemente, alla ricerca di un pò di essenza, di un pò di avventura e, quindi, di un pò di te.
Perdonami se sono rimasta poco tra i fiori vecchi. Ma tu non sei lì, sei molto altrove, molto più in alto, e in basso, nel mio cuore.
Fratello mio, che sembri sangue del mio sangue, e non lo sei, che sei nell'aria e nei pensieri, ti porto con me, perchè non sei lì.
Con immenso amore,
tua sorella di sempre.
Friday, June 6, 2008
E così ritorni, ma non per caso, nei miei sogni. Bellissimo frammento di vita. Chissà che darei perchè fosse vero. Ma sei tornato, e perciò grazie. Eravamo lì, abbracciati su uno scoglio, di fronte al mare, dentro ad un quadro che non ho mai visto. Ero incredula e ti facevo mille domande sul perchè ed il per come fossi di nuovo con me. Tu sapevi di acqua marina, e anche quel momento. Quanto mi machi! Ti arriva fin dove tu sei questo pensiero?
Ieri chiaccheravo con Vittorio. Ha avuto una bambina, Arianna, che ha 4 mesi, e a giugno si sposa. Lo avresti preso in giro, già lo so, al tuo solito modo, un pò spavaldo, eppure giocoso, che sa di casa.
Fratello mio, grazie per essere venuto a consolarmi, ad accarezzarmi il viso. Ieri sera mi sentivo sola, e tu c'eri. E' stato molto bello.
Con immenso amore,
tua sorella per sempre
Ieri chiaccheravo con Vittorio. Ha avuto una bambina, Arianna, che ha 4 mesi, e a giugno si sposa. Lo avresti preso in giro, già lo so, al tuo solito modo, un pò spavaldo, eppure giocoso, che sa di casa.
Fratello mio, grazie per essere venuto a consolarmi, ad accarezzarmi il viso. Ieri sera mi sentivo sola, e tu c'eri. E' stato molto bello.
Con immenso amore,
tua sorella per sempre
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