Un giro sul lungomare di Paola insieme a Massimo, a chiedermi, mentre lui racconta, come tutto sia successo, e il senso del vuoto che hai lasciato. Sorrido ricordandoti, eppure piango. Non dico che sono triste, non parlo del mio lutto, ancora vivo, ferita indelebile, il tuo ricordo è ancora un coltello rovente che affonda nella carne viva delle mie ferite. Vorrei vedermi dall'esterno, sai? Vorrei vedere che effetto faccio alla gente che mi passa accanto, a quella che non mi riconosce, agli amici che si ricordano di me, a quelli che non mi hanno mai conosciuto. Chi sono ad un anno dalla tua scomparsa?
Cammino insieme a Massimo, mentre mi racconta della macchina nuova e di come l'ha comperata.
E' bravo, sai, è proprio un bravo ragazzo. Avresti dovuto stare ad ascoltarlo un pò di più e fermarti a capire. Ma andavi di corsa. Come me d'altronde.
Fiori vecchi. Lo so. Gli stessi che ho visto oggi quando sono venuta al cimitero. Fiori vecchi in mezzo a fiori nuovi. L'effetto non è male, ma la tragedia è che tu sei lì, dentro a quel marmo.
La mano che vorrebbe perforarlo e riportarti in vita, ma non ci riesce. Tu resti lì. Fiore nuovo e vecchio nella mia vita. Bello e brutto. Bello. Amaro e dolce. Bello. Immenso come il nostro legame.
Un anno che non ci sei più, e io sono qui a pensare a quante cose avrei voluto raccontarti, alle cose che avrei voluto chiederti, ai racconti, a quando ti avrei chiamato per dirti "sai, fratello mio, vado a Berkeley ! proprio lì!", vedere i tuoi occhi orgogliosi come sempre, e strapparti la promessa che saresti venuto.
Sono rimasta poco insieme ai fiori vecchi. Ancora non li comprendo, sai. Ancora non sopporto l'idea del marmo freddo e di te che non c'entri proprio nulla con tutto quello. E neppure io c'entro nulla. E neppure noi. Ci incontriamo nei sogni, chiaccheriamo, tu mi parli, io ti parlo, ti abbraccio e mi abbracci, e la vita va avanti, col mio piccolo rifugio, con la sensazione di te che mi vivi accanto, mi guidi e ogni tanto ti fai sentire ancora più forte, con le tue risate e la tua dolcezza.
Perchè?
Perchè è proprio inutile.
Un giorno ci rincontreremo. Nel mentre tu continui a vivere nei miei ricordi, nel cuore e nella testa, ed ora parti con me, e in fondo sei tu l'ispirazione e l'idea di questo viaggio, verso non so cosa...forse, semplicemente, alla ricerca di un pò di essenza, di un pò di avventura e, quindi, di un pò di te.
Perdonami se sono rimasta poco tra i fiori vecchi. Ma tu non sei lì, sei molto altrove, molto più in alto, e in basso, nel mio cuore.
Fratello mio, che sembri sangue del mio sangue, e non lo sei, che sei nell'aria e nei pensieri, ti porto con me, perchè non sei lì.
Con immenso amore,
tua sorella di sempre.
1 comment:
Le cose che scrivi su questo blog toccano l'anima. Mi sembra di leggere parole mature ma leggere, scritte da maestri come Guareschi.
Mi lascio cullare dai ricordi che hai di Alberto. So che tu stai male ma sappi che per chi non lo ha conosciuto, questo è un bel modo di sapere che è esistito e che tanto ha significato per te, per la sua famiglia e per tutti i suoi amici.
Continua a scrivere di lui. Io continuerò a leggere di lui e poco a poco imparerò a conoscerlo, come se lui fosse in realtà qui in mezzo a noi.
Post a Comment