Monday, May 2, 2011

pensieri in bottiglia

Sto imparando, lentamente, il gioco del silenzio e dei pensieri in bottiglia. Mi piaceva, lo confesso, ascoltare i miei pensieri e le mie emozioni che sfogavano e uscivano fuori come pezzi di Debussy o DeFalla, mi piaceva sentire di essere viva e profonda. Lo confesso. Ma adesso sto imparando il gioco del silenzio, e spesso fisso punti lontani e immagino di essere in luoghi diversi dove i miei pensieri fanno capriole e danzano e piangono e ridono e cantano a squarcia gola e si divertono. Ma qui i miei pensieri restano in bottiglia. Non posso rinunciare ad avere i miei pensieri e a sentire quello che sento, pero' imparero', lentamente, a tenerli in bottiglia. Qualcuno quei pensieri riesce a leggerli senza che io neppure tolga il tappo. Qualcuno, forse uno solo. Ma e' gia' tanto. Qualcuno fraintedera' i pensieri che non ho mai espresso. Qualcuno li confondera' con le macchie su una bottiglia antica, che e' stata nascosta in soffitta per anni. Qualcuno li confondera' con le ragnatela e con la poca originalita' dei tempi in cui vivo. E qualcun altro pensera' che non ho pensieri...Pero' ho deciso che imparero' a giocare a questo gioco. E' un gioco strano, lento e complesso. Ma imparero'. Oggi qualcuno mi ha chiesto se sono felice...domanda piu' che lecita per i giocatori del mio gioco.

1 comment:

botolo86 said...

Questo post sembra avere poco a che fare con Alberto, anche se sono sicuro che in qualche modo lui era con te mentre lo scrivevi. Sarei curioso di sapere cosa, secondo te, Alberto ti avrebbe consigliato in questo caso. Ti avrebbe detto di continuare per la strada del silenzio o ti avrebbe forse detto di smetterla di pensare a queste cose e di comportarti come ti viene naturale?